22 Ottobre 2008
"Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L'indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti. L'indifferenza è il peso morto della storia. L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. è la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che strozza l'intelligenza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perchè la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La massa ignora, perchè non se ne preoccupa; e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi fatto anche io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo? Odio gli indifferenti anche per questo: perchè mi da fastidio il loro piagnisteo da eterni innocenti. Chiedo conto a ognuno di loro del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano. Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti." Antonio Gramsci
11 Marzo 2008
di casa o come minimo ospiti in molti paesi dello spirito; sgusciati sempre fuori dai comodi umidi angoli nei quali parevano bandirci preferenza e odio, gioventù e origine, il caso umano e i libri; pieni di cattiveria nei confronti degli allettamenti della dipendenza nascosti in denaro, onori, entusiasmi; grati addirittura alla necessità e alla mutevole malattia perchè ci libera da qualche regola e dal suo pregiudizio, grati al Dio, al diavolo, alla pecora e al verme che sono in noi, CURIOSI FINO AL VIZIO, indagatori fino alla crudeltà, con anime dichiarate e celate, delle quali nessuno avrebbe facilità a vedere le intenzioni,con prosceni e quinte che nessun piede potrebbe calpestare solidamente, nascosti sotto i mantelli della luce, conquistatori come se somigliassimo a eredi e a dissipatori, ordinatori e raccoglitori dalla mattina alla sera, avari della nostra ricchezza, parchi nell'apprendere e nel dimenticare, di tanto in tanto fieri della nostra tavola delle categorie, di tanto in tanto pedanti; quando serve addirittura SPAVENTAPASSERI, e oggi serve: nella misura in cui siamo i nati,giurati, gelosi amici della solitudine, della nostra più profonda,più notturna, più diurna solitudine. una tale specie di esserei umani dobbiamo diventare noi, noi spiriti liberi.
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